organi

Gli organi di Confcooperative Friuli Venezia Giulia vengono eletti ogni quattro anni dai delegati eletti dalle cooperative nelle assemblee territoriali. Gli organi attualmente in carica sono stati eletti nel corso dell’Assemblea regionale svoltasi il 16 marzo 2024 a Gorizia, per il mandato 2024-2028.

Federsolidarietà, il 27 giugno a Trieste l'Assemblea regionale

"Welfare 2030. Modello e azioni per il welfare regionale: la proposta di Federsolidarietà FVG" è il titolo dell'Assemblea regionale di Federsolidarietà FVG che si terrà giovedì 27 giugno 2024, dalle 9.30 alle 13.00, a Trieste, nella Sala MIB Trieste School of Management in Largo Caduti di Nassiriya 1. L'Assemblea vedrà gli interventi di PAOLO VENTURI, Direttore Associazione Italiana per la Promozione della Cultura della Cooperazione e del Non Profit (AICCON), STEFANO ZAMAGNI
Professore di Economia Politica, all’Università di Bologna, GIOVANNI GRANDI, Professore di Filosofia morale presso l’Università degli Studi di Trieste e membro del Comitato Scientifico delle Settimane Sociali dei Cattolici in Italia.

I lavori saranno introdotto da LUCA FONTANA, Presidente regionale di Federsolidarietà FVG, e da un intervento delle portavoci del gruppi Giovani Cooperatori di Confcooperative Alpe Adria e Confcooperative Pordenone, Alice Richter e Ilaria Miniutti. Le conclusioni saranno svolte da STEFANO GRANATA, Presidente nazionale di Federsolidarietà.

Per motivi organizzativi, si invita i partecipanti a confermarsi al link sottostante entro il 24 giugno:

https://forms.gle/BC62VHPWmxaw1EVh9

In allegato il programma.

Documenti da scaricare

Le cooperative sociali chiedono risorse per coprire il rinnovo contrattuale

Sono più di 14mila i lavoratori della cooperazione sociale in Friuli VG interessati dalla trattativa in corso a livello nazionale per il rinnovo del Ccnl di settore. Confcooperative e Legacoop stimano un aumento del costo del lavoro “significativo”, spinto anche dalla dinamica inflattiva.

«Il rinnovo è certamente dovuto ai lavoratori e alle lavoratrici delle cooperative sociali che hanno subito in questi anni gli effetti dell’inflazione sul loro potere d’acquisto, e va riconosciuto come elemento qualificante per il settore, nonché priorità per la valorizzazione e la tutela dei lavoratori. Ma se i contratti pubblici non vengono adeguati si rischia un drammatico squilibrio tutto a carico dei conti delle cooperative», commentano Paolo Felice e Luca Fontana, rispettivamente presidenti di Legacoopsociali Fvg e di Federsolidarietà Confcooperative Fvg.

L’allarme delle centrali cooperative è rivolto alla tenuta economica delle realtà interessate: al rinnovo del contratto della cooperazione sociale devono assolutamente corrispondere adeguati stanziamenti da parte delle istituzioni, Regione ed enti locali, innanzitutto, in modo da garantire l’effettiva revisione dei prezzi in fase di esecuzione dei contratti.

Con 7,2 milioni di assistiti le 15mila cooperative sociali attive nel nostro Paese si prendono cura del 12% della popolazione rappresentando, di fatto, la spina dorsale del welfare italiano. E l’occupazione è in grande misura composta da donne e giovani. Gli occupati nelle cooperative sociali sono oltre 480mila, più del 50% è donna, 50mila posti sono stati creati nell’ultimo quinquennio. Gli occupati alle prese con qualche forma di svantaggio (fisico, psichico e sociale) sono 78mila (40mila i soggetti svantaggiati, 18mila disabili e oltre 20mila soggetti con altre gravi situazioni di disagio). In Friuli VG le cooperative sociali sono oltre 200 con 14.500 addetti di cui circa 800 in situazione di svantaggio.

«L’incremento dei costi a carico delle cooperative sociali – incremento che, tra aumenti tabellari e impatto del rinnovo su inquadramenti e altri istituti contrattuali, potrebbe essere piuttosto significativo - impatta direttamente sulla sostenibilità economica di molti servizi in ambito sociale e sociosanitario garantiti dalla cooperazione sociale nella nostra Regione, qualora le Pubbliche Amministrazioni non riconoscano i necessari e proporzionali adeguamenti dei corrispettivi contrattuali», precisano Felice e Fontana. «È un tema sul quale abbiamo già acceso l’attenzione delle istituzioni regionali», fanno sapere le due centrali cooperative, che non nascondono però molta preoccupazione per i prossimi mesi.

«Il rischio concreto è che l’aumento del rinnovo del CCNL rimanga a carico del settore della cooperazione sociale con contraccolpi, inevitabili, anche sul sistema di welfare regionale, già ampiamente “stressato” dalla carenza di personale educativo e sociosanitario. Situazione che il settore della cooperazione sociale sta subendo, in molti casi, anche per i contratti sottoscritti con il vecchio Codice dei Contratti Pubblici. Da qui la nostra richiesta di prevedere un adeguamento a seguito dell’aumento dei costi determinato dal rinnovo del CCNL nazionale», spiega Fontana.

«Allo stesso tempo – gli fa eco Paolo Felice - le gare di prossima pubblicazione (della Regione e degli enti locali) dovrebbero prevedere basi d’asta congrue e in linea con i nuovi costi del personale, presupposto essenziale per il mantenimento degli standard di qualità dei servizi».

"INCLUSIONE.COOP": Confcooperative sostiene l'inserimento lavorativo

Il Consiglio d’Amministrazione di Fondosviluppo FVG S.p.A. ha approvato il nuovo bando “INCLUSIONE.COOP” che intende promuovere un nuovo modello di inserimento lavorativo di persone svantaggiate da parte delle cooperative sociali, capace di innescare dinamiche di crescita imprenditoriale di lungo periodo ed un più efficace perseguimento della finalità dell’inclusione socio-lavorativa.

 

Di seguito si allega il bando e i relativi allegati.

 

Le domande di finanziamento per il presente Bando potranno essere presentate fino al 31.12.2025. Gli interventi oggetto di contributo sono riconosciuti alle società cooperative o loro consorzi già attive, aderenti a Confcooperative e aventi sede principale in Friuli Venezia Giulia.

 

Per informazioni e quesiti: segreteria@fondosviluppofvg.it

“Cooperare al futuro”: Confcooperative FVG guarda al 2030

Una cooperazione regionale che negli ultimi dieci anni ha aumentato occupazione e valore della produzione, ma che si trova oggi ad affrontare uno scenario segnato da instabilità geopolitica, aumento dei costi e profondi cambiamenti economici e sociali. È questo il quadro emerso questa mattina a Palazzo Florio, a Udine, nell’incontro “Cooperare al futuro – Confcooperative FVG verso il 2030”, promosso da Confcooperative Friuli Venezia Giulia.
I numeri illustrati dal Segretario generale Nicola Galluà raccontano una crescita significativa: gli addetti delle cooperative associate sono passati dai 19.922 del 2015 ai 26.627 del 2025, con un incremento del 34%, mentre il valore della produzione è salito da circa 918 milioni a 1,249 miliardi di euro, segnando un +36%. Complessivamente sono 487 le cooperative associate, con 68.385 soci e 25.057 addetti. Il comparto genera tra il 7 e l‘8% del PIL regionale.
Una crescita che tuttavia si accompagna a nuove criticità. L’indagine sulla fiducia dei cooperatori evidenzia un calo negli ultimi due anni e un saldo tra giudizi positivi e negativi negativo da quattro anni, mentre le cooperative continuano a prevedere performance positive nonostante uno scenario instabile. “E’ il segnale di una capacità delle cooperative di agire in maniera anticiclica crescendo anche in periodi difficili”, ha sottolineato Daniele Castagnaviz, Presidente regionale di Confcooperative FVG. Sul fronte dei costi, nell’estate 2026 il 58% delle cooperative ha registrato ulteriori aumenti delle forniture e delle materie prime e il 51% prevede nuovi rincari nei prossimi mesi.
«Guardare al 2030 significa partire dalla forza della nostra cooperazione, ma anche accompagnare le imprese davanti alle trasformazioni in corso», ha sottolineato Galluà, indicando nell’innovazione, nella crescita delle competenze e nella capacità di fare sistema alcuni degli elementi centrali della nuova fase.


Le quattro Federazioni di settore verso il 2030

A rappresentare le quattro Federazioni recentemente rinnovate sono stati i nuovi presidenti, che hanno delineato criticità e priorità dei rispettivi comparti.
Per Confcooperative Federsolidarietà FVG, il presidente Luca Sibilla ha portato invece all'incontro la prospettiva della cooperazione sociale, evocando la drammatica carenza di almeno 400 Oss a livello regionale (non solo nelle case di riposo, ma anche nei centri diurni, nei servizi domiciliari, nei servizi per le persone con disabilità) e di almeno 200 educatori. Da Luca Sibilla è venuta anche una forte sottolineatura dell’importanza della cooperazione sociale impegnata nell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate: una ricerca condotta da Confcooperative ha dimostrato che ogni euro investito in politiche attive del lavoro tramite la cooperazione sociale genera un ritorno superiore in termini di benefici netti per la pubblica amministrazione e la comunità.
Per Confcooperative Agroalimentare e Pesca FVG, il presidente Armando Spagnolo ha evidenziato il ruolo centrale della cooperazione agricola nelle filiere regionali: le cooperative raccolgono il prodotto dei soci, lo trasformano, lo collocano sul mercato e garantiscono continuità nella remunerazione, proteggendo gli agricoltori dalla volatilità dei prezzi. Tra le criticità indicate figurano l'andamento dei mercati, le crisi internazionali, l'aumento dei costi di produzione e gli effetti del cambiamento climatico. Preoccupante la situazione del comparto pesca, colpito da svariate e concomitanti emergenze. Per affrontarle, Spagnolo ha indicato la necessità di accelerare sull'innovazione tecnologica e gestionale, rafforzare la formazione manageriale di amministratori e soci, sviluppare nuovi prodotti e processi, favorire aggregazioni tra cooperative e, soprattutto, affrontare il tema del ricambio generazionale.
Per Confcooperative Cultura Turismo Sport FVG, il presidente Federico Mansutti ha sottolineato la crescita del settore, i cui ricavi sono raddoppiati in cinque anni e potrebbero superare i 60 milioni di euro aggregati nel 2026. La cooperazione culturale regionale, ha spiegato, beneficia di un contesto favorevole ma deve fare i conti con la fragilità emersa durante la pandemia e con la difficoltà di reperire alcune professionalità, soprattutto tecniche. La sfida è quindi accompagnare la crescita dimensionale delle imprese e favorire la trasformazione di realtà associative in vere imprese culturali, creando condizioni di lavoro più stabili e sicure. Tra le proposte anche un maggiore collegamento con l'Università, come quello già avviato con il corso di laurea in Beni culturali dell'Università di Udine, e la valorizzazione del modello degli Alberghi diffusi, nato in Friuli e ora proposto come esperienza da esportare a livello nazionale.
Per Confcooperative Lavoro e Servizi FVG, Andrea Pozzo, in rappresentanza del presidente Maurizio Era ha posto l'accento sulla grande diversità delle imprese associate, attive dall'edilizia alla logistica, dai trasporti alla sicurezza, dalle pulizie alla ristorazione e ai servizi ambientali. Da qui la necessità di una strategia più vicina ai singoli settori, attraverso tavoli e cluster omogenei, ma anche di una maggiore integrazione tra le Federazioni e con il sistema cooperativo del Veneto. Tra gli obiettivi al 2030 figurano il miglioramento della qualità del lavoro attraverso formazione e competenze, la crescita delle imprese, la difesa dei contratti negli appalti contro la concorrenza basata esclusivamente sulla riduzione del costo del lavoro e il rafforzamento del modello cooperativo, fondato su partecipazione, inclusione e radicamento territoriale.


Il rapporto con l'Università

Al centro dell'incontro anche il rapporto con l'Università di Udine. La professoressa Elena D’Orlando, delegata del Rettore per i rapporti con il territorio e la valorizzazione delle conoscenze, ha sottolineato la necessità di trasformare la relazione tra ateneo e mondo cooperativo in un rapporto sempre più organico. Non un trasferimento unidirezionale di competenze, ma uno scambio nel quale anche l’Università possa ascoltare e valorizzare la conoscenza pratica espressa dal territorio.
«Il mondo della cooperazione – ha evidenziato D’Orlando – può essere un interlocutore importante, portatore di una conoscenza pratica, necessaria e complementare a quella che si insegna nelle aule e alla nostra attività di ricerca». In questa prospettiva rientra anche il nuovo progetto “Sistema Friuli”, pensato per favorire connessioni e collaborazione tra gli attori territoriali, e il coinvolgimento delle cooperative nelle Officine, spazi di confronto su innovazione, sostenibilità, resilienza territoriale, comunità, istituzioni, mobilità, digitalizzazione, cultura e società.
L’appello della professoressa D’Orlando è stato immediatamente raccolto dal presidente di Confcooperative FVG, Daniele Castagnaviz, che ha confermato la volontà dell’organizzazione di rafforzare il rapporto con l’Università di Udine e di trasformare il confronto in una collaborazione concreta e strutturata. Un dialogo che, nelle intenzioni di Confcooperative, dovrà tradursi in iniziative capaci di mettere in relazione competenze accademiche, conoscenze delle imprese cooperative e bisogni dei territori.
L'obiettivo indicato per il prossimo quadriennio è dunque quello di consolidare una rete capace di accompagnare la crescita economica senza perdere il legame con le comunità e con il territorio, facendo della cooperazione uno degli strumenti attraverso cui costruire il Friuli del 2030.