organi

Gli organi di Confcooperative Friuli Venezia Giulia vengono eletti ogni quattro anni dai delegati eletti dalle cooperative nelle assemblee territoriali. Gli organi attualmente in carica sono stati eletti nel corso dell’Assemblea regionale svoltasi il 16 marzo 2024 a Gorizia, per il mandato 2024-2028.

Porti di Trieste e Monfalcone: forte interesse da parte del sistema cooperativo

«Quello con l’Autorità portuale, svoltosi recentemente a Trieste, è stato un incontro decisamente positivo – dice Maurizio Era, presidente regionale di Confcooperative Lavoro e Servizi e presidente di una delle cooperative attive nell’ambito del sistema portuale del capoluogo regionale -. Si inserisce nel contesto dell’impegno che, a livello nazionale, Confcooperative sta indirizzando per mettere in rete oltre 80 cooperative operanti nei diversi porti italiani: imprese che hanno spiccate specializzazioni e competenze nelle attività portuali, retroportuali e logistiche e che possono contribuire alla crescita del sistema italiano della logistica e alla competitività del Paese».

L’incontro tenutosi nella sede dell’associazione cooperativa, introdotto da Dario Parisini, vicepresidente di Confcooperative Alpe Adria, alla presenza di Vittorio Torbianelli, segretario generale dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Orientale, è stato giudicato positivamente pure dai cooperatori presenti, rappresentanti di un sistema che vede attive, a livello regionale, oltre 500 cooperative (per circa 20.00 addetti) e di queste alcune specializzate proprio nell’ambito delle operazioni portuali, della logistica e trasporto e nelle altre attività rientranti nell’ambito dell’Autorità.

Partendo dai dati presentati da Sergio Signore,  dirigente delle Attività Portuali della AdSP, Torbianelli ha evidenziato non solo il carattere peculiare degli ambiti del “lavoro” nel sistema del porto, ma anche gli importanti investimenti che l’Autorità ha condotto nel recente passato e la previsione di un ulteriore sviluppo per i prossimi anni, tali da portare a ulteriori spazi di crescita per gli operatori portuali, anche grazie a un programma di investimenti – sostenuto dai fondi del Pnrr – che punta sulla sostenibilità e sulla transizione energetica, cardini sui quali si misurerà la performance dei porti del futuro e, in particolare, di quelli di Trieste e Monfalcone che costituiscono un sistema complesso che va oltre il concetto di porto tradizionalmente inteso. La portualità del Friuli VG infatti è un network che comprende logistica (con gli interporti e la ferrovia); una piattaforma industriale dotata di punti franchi; un hub energetico e per le connessioni digitali: sono tasselli fondamentali di una realtà nella quale lavorano tante persone (operatori, spedizionieri, investitori di levatura internazionale e cooperative) che hanno maturato uno specifico expertise nelle attività portuali, nei cicli logistici e nei servizi complementari.

L’incontro ha visto numerosi partecipanti e collegamenti da remoto anche da Liguria, Sardegna, Sicilia, Veneto e Lazio a testimonianza dell’interesse con il quale il sistema cooperativo italiano guarda al Porto di Trieste.

Lavoro e Servizi: gli incontri del venerdì

Il programma degli incontri nella tabella allegata

  • 13 gennaio: EDILIZIA
  • 20 gennaio: TRASPORTI E LOGISTICA
  • 27 gennaio: PULIZIE
  • 3 febbraio: APPALTI E RAPPORTI CON LA P.A.
  • 10 febbraio: AMBIENTE
  • 17 febbraio: TRASPORTO PERSONE
  • 3 marzo: PORTUALITA'

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Firmato il rinnovo del CCNL logistica, trasporto merci e spedizione

Si informano le cooperative interessate che nella tarda nottata di ieri 5 dicembre si è addivenuti alla firma di rinnovo del CCNL logistica, trasporto merci e spedizione con aumento complessivo di:

  • 260 euro al livello B3 personale viaggiante (composta di 140 euro sui minimi tabellari e 120 euro EPA;
  • 230 euro al livello 3s (composta da euro 140 sui minimi tabellari e 90 euro di EPA).


Di seguito lo scadenziario delle modalità di ripartizione delle tranche (fra minimo tabellare ed EPA):

  1. 1 gennaio 2025: 90 euro + 40 euro (EPA)
  2. 1 gennaio 2026: 40 euro
  3. 1 gennaio 2027: 40 euro
  4. 1 giugno 2027: 50 euro

 

Il contratto, rinnovato a 9 mesi dalla scadenza, coinvolge oltre 1 milione di addetti. Numerose anche le novità normative sia sulla parte generale del contratto che nella sezione speciale della cooperazione. A seguito della sigla sono state revocate le 2 giornate di sciopero previste per il 9 e 10 dicembre. «Abbiamo siglato un contratto impegnativo e molto importante per il nostro Paese –  afferma Massimo Stronati, presidente nazionale di Confcooperative Lavoro e Servizi – si tratta di un settore nevralgico e strategico che coinvolge oltre un milione di addetti e che contribuisce allo sviluppo economico del sistema Italia. Con la sigla di questo rinnovo, inoltre è stata aggiunta una giusta valorizzazione al ruolo ed alla peculiarità del socio lavoratore».

«Il rinnovo contrattuale – aggiunge il presidente Stronati – ancora una volta conferma e rafforza la validità della centralità della contrattazione di lavoro ed il riconoscimento del salario giusto».

Anche il Capo della Delegazione trattante, Alessandro Maffi, si ritiene particolarmente soddisfatto del contributo portato dalle centrali cooperative a dimostrazione dell’importanza che la cooperazione sana riveste in questo settore. «In quanto centrale cooperativa italiana più rappresentativa – aggiunge Maffi – questo risultato ci responsabilizza ulteriormente con l’auspicio e la certezza che il settore proseguirà nel suo lavoro per un sempre maggiore sviluppo nel rispetto delle norme e dell’attenzione al lavoro ed alla sicurezza».

Lavoro. Confcooperative Fvg: "Economia dei servizi sempre più centrale"

Si sono riunite martedì 12 maggio a Palmanova, nella sala riunioni della cooperativa Artco, le cooperative del settore Lavoro e servizi di Confcooperative Fvg. L’assemblea è stata aperta dal Presidente regionale Daniele Castagnaviz e dal Presidente della federazione di settore regionale, il triestino Maurizio Era, insieme al Vicepresidente nazionale Giovanni Di Nunno. Nel corso della mattinata i delegati delle cooperative del settore hanno rinnovato gli organismi della Federazione regionale e hanno riconfermato il presidente Maurizio Era per il mandato 2026-2030.

Momento saliente della mattina è stata la tavola rotonda “Dai CCNL tradizionali all’innovazione nella contrattazione. Nuove e innovative visioni del lavoro tra legislazione regionale e nuove prassi” a cui hanno preso parte l’Assessore regionale al Lavoro, Alessia Rosolen, la Segretaria regionale CISL Fvg, Renata Della Ricca, il Vicepresidente nazionale di Confcooperative Lavoro e Servizi, Giovanni Di Nunno, e l’avv. Fleur Casanova.

 

L’Assemblea conclude la serie di cinque assemblee di settore svoltesi da marzo ad oggi per il rinnovo degli organismi dirigenti delle federazioni regionali di Confcooperative Fvg, che hanno richiamato i rappresentanti delle 497 cooperative ed imprese sociali aderenti in regione: un universo economico con oltre 22.000 addetti complessivi, per il 63% soci delle stesse imprese cooperative.

Per Confcooperative Fvg è l’occasione per sottolineare che «L’economia dei servizi è centrale nell’economia regionale e contribuisce in maniera significativa all’occupazione», dichiara Maurizio Era, dal 2022 Presidente regionale del settore Lavoro e Servizi, cui è dedicata l’assemblea di martedì: un settore che comprende cooperative operanti nella produzione artigiana e manifatturiera, nei servizi, nel trasporto merci e persone, nell’edilizia e impiantistica, nell’economia portuale.

In questo specifico settore il numero medio degli addetti tra le cooperative di produzione e lavoro è di 39 addetti. 210 milioni di euro, invece, il fatturato delle 104 cooperative del settore, in sostanziale crescita rispetto ai 121 milioni del 2015: un tasso di crescita annuo per il comparto pari allo 6,3%. Un fatturato che vede il settore cooperativo delle costruzioni contribuire con 76 milioni di euro (36,2%), mentre il settore dei servizi sono al primo posto con 110 milioni di euro (52,3%), i trasporti 20,5 milioni (9,7%), le attività di produzione 3,2 milioni.

I costi del lavoro sommano a 105 milioni di euro (crescita annuo del 5,97%). Significativa la concentrazione geografica delle cooperative del comparto: Udine (50) e Trieste (22, trainante dalla presenza del porto) vedono la maggiore concentrazione di cooperative del settore con Trieste che riunisce in particolare la metà di quelle attive nei trasporti. 

Confcooperative Lavoro e Servizi FVG: il Presidente Era traccia le linee guida per il mandato 2026-2030.

Palmanova, 9 luglio 2026 – Rafforzare la capacità competitiva delle cooperative, promuovere una maggiore collaborazione tra le imprese associate e assicurare una presenza sempre più incisiva nei tavoli istituzionali regionali. Sono queste alcune delle priorità emerse nel corso della prima riunione del Consiglio regionale di Confcooperative Lavoro e Servizi Friuli Venezia Giulia per il mandato 2026-2030, svoltasi presso la sede della cooperativa Artco Servizi di Palmanova.

La Federazione regionale rappresenta oggi 84 cooperative di lavoro e servizi, capaci di garantire occupazione a circa 3.200 addetti e di sviluppare un fatturato aggregato superiore a 220 milioni di euro. Un sistema imprenditoriale articolato, radicato nei territori e attivo in molteplici comparti strategici per l’economia e per le comunità regionali.

A guidare i lavori è stato il presidente Maurizio Era, che ha favorito un confronto con i consiglieri sul metodo e sulla visione con cui la Federazione intende affrontare il nuovo mandato. Una leadership orientata all’ascolto, al coordinamento e alla concretezza, con l’obiettivo di trasformare le esigenze espresse dalle cooperative in proposte condivise e in interlocuzioni efficaci con le istituzioni e gli enti competenti.

«Vogliamo costruire una Federazione sempre più vicina alle cooperative, capace di valorizzare le competenze presenti nei diversi settori e di portare avanti con determinazione i temi realmente decisivi per le nostre imprese», è l’indirizzo emerso dalla relazione del presidente Era.

Il modello organizzativo proposto prevede un ruolo centrale dei settori regionali e dei gruppi di lavoro tematici, chiamati ad approfondire le questioni specifiche dei diversi comparti, elaborare proposte e individuare possibili soluzioni. Alle riunioni plenarie del Consiglio sarà invece affidata una funzione strategica di coordinamento, indirizzo e sintesi dell’attività complessiva della Federazione.

Nel corso del confronto, i consiglieri hanno evidenziato alcune delle principali direttrici sulle quali concentrare il programma del 2026 e dell’intero mandato.

Tra queste, la necessità di sostenere la solidità economica, finanziaria e patrimoniale delle cooperative, favorendo il consolidamento dei risultati aziendali e il reinvestimento degli utili. È stata inoltre ribadita l’importanza di operare in maniera coesa a livello territoriale, presidiando con continuità i tavoli istituzionali e tutte le occasioni di confronto utili a rappresentare le istanze delle associate.

Particolare attenzione è stata dedicata anche al ruolo della finanza cooperativa e di sistema, a partire dagli strumenti messi a disposizione da Fondosviluppo FVG, con l’ipotesi di promuovere interventi specifici a sostegno dei processi di aggregazione, della nascita di nuove cooperative giovanili e delle iniziative imprenditoriali innovative.

Un altro tema trasversale è stato quello della collaborazione tra cooperative. Dal Consiglio è emersa la volontà di superare logiche di competizione interna non produttive, favorendo invece reti, sinergie, scambi di competenze e progettualità comuni, anche per rispondere in modo più strutturato ai cambiamenti del mercato e alla progressiva evoluzione della base associativa.

Il presidente Era ha raccolto i contributi dei consiglieri, sottolineando come essi rappresentino una prima base concreta per la definizione del programma di attività. Un programma che sarà progressivamente ampliato e aggiornato nel corso del mandato, mantenendo costante il confronto con le cooperative e con i territori.

Da settembre prenderà avvio una nuova fase operativa, con la convocazione dei diversi settori regionali e l’individuazione dei referenti interni.

“Cooperare al futuro”: Confcooperative FVG guarda al 2030

Una cooperazione regionale che negli ultimi dieci anni ha aumentato occupazione e valore della produzione, ma che si trova oggi ad affrontare uno scenario segnato da instabilità geopolitica, aumento dei costi e profondi cambiamenti economici e sociali. È questo il quadro emerso questa mattina a Palazzo Florio, a Udine, nell’incontro “Cooperare al futuro – Confcooperative FVG verso il 2030”, promosso da Confcooperative Friuli Venezia Giulia.
I numeri illustrati dal Segretario generale Nicola Galluà raccontano una crescita significativa: gli addetti delle cooperative associate sono passati dai 19.922 del 2015 ai 26.627 del 2025, con un incremento del 34%, mentre il valore della produzione è salito da circa 918 milioni a 1,249 miliardi di euro, segnando un +36%. Complessivamente sono 487 le cooperative associate, con 68.385 soci e 25.057 addetti. Il comparto genera tra il 7 e l‘8% del PIL regionale.
Una crescita che tuttavia si accompagna a nuove criticità. L’indagine sulla fiducia dei cooperatori evidenzia un calo negli ultimi due anni e un saldo tra giudizi positivi e negativi negativo da quattro anni, mentre le cooperative continuano a prevedere performance positive nonostante uno scenario instabile. “E’ il segnale di una capacità delle cooperative di agire in maniera anticiclica crescendo anche in periodi difficili”, ha sottolineato Daniele Castagnaviz, Presidente regionale di Confcooperative FVG. Sul fronte dei costi, nell’estate 2026 il 58% delle cooperative ha registrato ulteriori aumenti delle forniture e delle materie prime e il 51% prevede nuovi rincari nei prossimi mesi.
«Guardare al 2030 significa partire dalla forza della nostra cooperazione, ma anche accompagnare le imprese davanti alle trasformazioni in corso», ha sottolineato Galluà, indicando nell’innovazione, nella crescita delle competenze e nella capacità di fare sistema alcuni degli elementi centrali della nuova fase.


Le quattro Federazioni di settore verso il 2030

A rappresentare le quattro Federazioni recentemente rinnovate sono stati i nuovi presidenti, che hanno delineato criticità e priorità dei rispettivi comparti.
Per Confcooperative Federsolidarietà FVG, il presidente Luca Sibilla ha portato invece all'incontro la prospettiva della cooperazione sociale, evocando la drammatica carenza di almeno 400 Oss a livello regionale (non solo nelle case di riposo, ma anche nei centri diurni, nei servizi domiciliari, nei servizi per le persone con disabilità) e di almeno 200 educatori. Da Luca Sibilla è venuta anche una forte sottolineatura dell’importanza della cooperazione sociale impegnata nell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate: una ricerca condotta da Confcooperative ha dimostrato che ogni euro investito in politiche attive del lavoro tramite la cooperazione sociale genera un ritorno superiore in termini di benefici netti per la pubblica amministrazione e la comunità.
Per Confcooperative Agroalimentare e Pesca FVG, il presidente Armando Spagnolo ha evidenziato il ruolo centrale della cooperazione agricola nelle filiere regionali: le cooperative raccolgono il prodotto dei soci, lo trasformano, lo collocano sul mercato e garantiscono continuità nella remunerazione, proteggendo gli agricoltori dalla volatilità dei prezzi. Tra le criticità indicate figurano l'andamento dei mercati, le crisi internazionali, l'aumento dei costi di produzione e gli effetti del cambiamento climatico. Preoccupante la situazione del comparto pesca, colpito da svariate e concomitanti emergenze. Per affrontarle, Spagnolo ha indicato la necessità di accelerare sull'innovazione tecnologica e gestionale, rafforzare la formazione manageriale di amministratori e soci, sviluppare nuovi prodotti e processi, favorire aggregazioni tra cooperative e, soprattutto, affrontare il tema del ricambio generazionale.
Per Confcooperative Cultura Turismo Sport FVG, il presidente Federico Mansutti ha sottolineato la crescita del settore, i cui ricavi sono raddoppiati in cinque anni e potrebbero superare i 60 milioni di euro aggregati nel 2026. La cooperazione culturale regionale, ha spiegato, beneficia di un contesto favorevole ma deve fare i conti con la fragilità emersa durante la pandemia e con la difficoltà di reperire alcune professionalità, soprattutto tecniche. La sfida è quindi accompagnare la crescita dimensionale delle imprese e favorire la trasformazione di realtà associative in vere imprese culturali, creando condizioni di lavoro più stabili e sicure. Tra le proposte anche un maggiore collegamento con l'Università, come quello già avviato con il corso di laurea in Beni culturali dell'Università di Udine, e la valorizzazione del modello degli Alberghi diffusi, nato in Friuli e ora proposto come esperienza da esportare a livello nazionale.
Per Confcooperative Lavoro e Servizi FVG, Andrea Pozzo, in rappresentanza del presidente Maurizio Era ha posto l'accento sulla grande diversità delle imprese associate, attive dall'edilizia alla logistica, dai trasporti alla sicurezza, dalle pulizie alla ristorazione e ai servizi ambientali. Da qui la necessità di una strategia più vicina ai singoli settori, attraverso tavoli e cluster omogenei, ma anche di una maggiore integrazione tra le Federazioni e con il sistema cooperativo del Veneto. Tra gli obiettivi al 2030 figurano il miglioramento della qualità del lavoro attraverso formazione e competenze, la crescita delle imprese, la difesa dei contratti negli appalti contro la concorrenza basata esclusivamente sulla riduzione del costo del lavoro e il rafforzamento del modello cooperativo, fondato su partecipazione, inclusione e radicamento territoriale.


Il rapporto con l'Università

Al centro dell'incontro anche il rapporto con l'Università di Udine. La professoressa Elena D’Orlando, delegata del Rettore per i rapporti con il territorio e la valorizzazione delle conoscenze, ha sottolineato la necessità di trasformare la relazione tra ateneo e mondo cooperativo in un rapporto sempre più organico. Non un trasferimento unidirezionale di competenze, ma uno scambio nel quale anche l’Università possa ascoltare e valorizzare la conoscenza pratica espressa dal territorio.
«Il mondo della cooperazione – ha evidenziato D’Orlando – può essere un interlocutore importante, portatore di una conoscenza pratica, necessaria e complementare a quella che si insegna nelle aule e alla nostra attività di ricerca». In questa prospettiva rientra anche il nuovo progetto “Sistema Friuli”, pensato per favorire connessioni e collaborazione tra gli attori territoriali, e il coinvolgimento delle cooperative nelle Officine, spazi di confronto su innovazione, sostenibilità, resilienza territoriale, comunità, istituzioni, mobilità, digitalizzazione, cultura e società.
L’appello della professoressa D’Orlando è stato immediatamente raccolto dal presidente di Confcooperative FVG, Daniele Castagnaviz, che ha confermato la volontà dell’organizzazione di rafforzare il rapporto con l’Università di Udine e di trasformare il confronto in una collaborazione concreta e strutturata. Un dialogo che, nelle intenzioni di Confcooperative, dovrà tradursi in iniziative capaci di mettere in relazione competenze accademiche, conoscenze delle imprese cooperative e bisogni dei territori.
L'obiettivo indicato per il prossimo quadriennio è dunque quello di consolidare una rete capace di accompagnare la crescita economica senza perdere il legame con le comunità e con il territorio, facendo della cooperazione uno degli strumenti attraverso cui costruire il Friuli del 2030.